Sezioni Unite: patto fiduciario verbale valido

Le questioni

La questione sottoposta alla Suprema Corte: il patto fiduciario avente ad oggetto il trasferimento di un immobile è valido anche se stipulato verbalmente?

Inoltre la Cassazione è stata chiamata a pronunciarsi sul valore probatorio della ricognizione postuma del patto. Se può costituire autonoma fonte di obbligazione oppure ha un valore meramente ricognitivo.

Che cos’è il patto fiduciario?

Con il patto fiduciario, il fiduciante affida ad un fiduciario la proprietà di un bene per specifiche finalità. Il fiduciario è obbligato ad amministrare il bene e a ritrasferirlo al fiduciante o a un terzo.

Nel caso in esame l’accordo aveva ad oggetto l’obbligo di trasferire al fiduciante la proprietà di un immobile. L’accordo era verbale e l’unica prova della sua esistenza era il riconoscimento postumo del patto da parte del fiduciario.

Cosa succede se l’accordo non viene rispettato?

Il fiduciante può citarlo in giudizio per chiedere l’esecuzione giudiziaria dell’obbligo di cessione del bene.

Ma il giudice può accogliere la domanda anche se l’accordo è stato concluso verbalmente, in mancanza di forma scritta? Anche quando ha ad oggetto un immobile?

La decisione delle Sezioni Unite

Le Sezioni Unite della Cassazione, con sentenza n. 6459/2020, hanno deciso che:

“Per il patto fiduciario con oggetto immobiliare che si innesta su un acquisto effettuato dal fiduciario per conto del fiduciante, non è richiesta la forma scritta ad substantiam. Ne consegue che tale accordo, una volta provato in giudizio, è idoneo a giustificare l’accoglimento della domanda di esecuzione specifica dell’obbligo di ritrasferimento gravante sul fiduciario”.

Inoltre, la Corte ha anche affermato che “la dichiarazione unilaterale scritta dal fiduciario, ricognitiva dell’intestazione fiduciaria dell’immobile e promissiva del suo ritrasferimento al fiduciante, non costituisce autonoma fonte di obbligazione, ma, rappresentando una promessa di pagamento, ha soltanto effetto confermativo del preesistente rapporto nascente dal patto fiduciario, realizzando, ai sensi dell’art. 1888 c.c., una astrazione processuale della causa, con conseguente esonero a favore del fiduciante, destinatario della contra se pronuntiatio, dell’onere della prova del rapporto fondamentale, che si presume fino a prova contraria”.

Clicca qui per scaricare la sentenza della Cassazione

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