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Perché ai militari riformati dal servizio spetta il c.dl moltiplicatore

Perché ai militari riformati dal servizio spetta il c.dl moltiplicatore

Il D.l.vo n.195/1997 all'art. 3 co. 7 prevede che ai militari congedati per non idoneità al servizio d'istituto con diritto a pensione d'inabilità alla mansione, spetta il moltiplicatore contributivo.

lunedì 25 febbraio 2019

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Immagine: Pixabay.com

Secondo l'INPS per avere diritto al moltiplicatore, che in soldoni equivale ad un aumento della pensione che oscilla tra il 10/15%, al momento della riforma dal servizio occorre avere raggiunto anche il limite di età. A dire che nello stesso giorno in cui la persona compie 60 anni (limite di età per la pensione di vecchiaia per i militari) queste persona deve essere colpita da infermità che lo renda non idoneo al servizio. E non pare che tale  interpretazone possa essere letta diversamente: se l'infermità avviene il giorno prima, ci troveremmo nella ipotesi di esclusione indicata dall' INPS,  l'interessato per un solo giorno non raggiungerebbe il limite di età. Se l'infermità interviene il giorno successivo, ci troveremmo con l'interessato  in ausiliaria, dunque percepirebbe la omologa indennità sostitutiva del moltiplicatore,  ovvero nella riserva, dunque percepirebbe il moltiplicatore.

L'interpretazione dell' INPS è dunque condizione impossibile ad avverarsi (non idoneità al raggiungimento del limite di età) se non nel limitato caso sopra citato (infermità che interviene il giorno del compimento del 60° anno).